A C U S T I C O, su con la merda!

Hör´ auf mit der Scheiße!________________________________________SECONDA EDIZIONE

venerdì, marzo 12, 2004

una tesi che approvo e sottoscrivo
(tenendo conto anche dello stato dei miei bronchi)



SUI GIOVANI D'OGGI CI SCATARRO SU

calzino bianco va
commuove l'onestà
trovato tecnologico votato martire
cambia la permanente in dreadlocks
che ti cambia il cuore
giocati l'anfibietto in tinta
ti fa far l'amore

ridai i soldi al tuo papà
ridai i soldi al tuo papà
sui giovani d'oggi ci scatarro su
sui giovani d'oggi ci scatarro
sui giovani d'oggi ci scatarro su
sui giovani d'oggi ci scatarro


come pararsi il culo
e la coscienza è un vero sballo
sabato in barca a vela
lunedì al leonkavallo


l'alternativo è il tuo papà
l'alternativo è il tuo papà
sui giovani d'oggi ci scatarro su
sui giovani d'oggi ci scatarro
sui giovani d'oggi ci scatarro su
sui giovani d'oggi ci scatarro


Democrazia (in) diretta

Le avevano provate proprio tutte.
Si era partiti dai giurati (troppo influenzabili), per arrivare alle grandi giurie popolari (dispersive).
Negli anni del Berlusconesimo si cercò la via del sondaggio (fotografia delle opinioni degli italiani). Ponderato...certo...in base all'età del target...

ogni volta si diceva che il verdetto sarebbe stato inappellabile e condiviso, con il risultato di vedere poi trionfare i Jalisse o, nell'edizione ulivista di Fazio (Fabio), la "welt-beruhmt" piccola orchestra Avion Travel (con rispetto citando...)

Quest'anno, finalmente, la democrazia diretta è arrivata...in diretta.
Forte di collaudi di lusso come plebisciti per grandi fratelli o verdetti capaci di far passare ignoti personaggi direttamente da "saranno famosi" a "L'isola dei famosi" (potere dei telefonini!), quest'anno l'esito del Festivalone Nazionale è stato affidato alla nuova frontiera della comunicazione: gli SMS.

Sono di questi giorni le prime tirate di somme: una disfatta. I primi della classifica sanremese sono poco più che desaparecidos nelle classifiche di vendita...non che gli ultimi volino...ma almeno fanno capolino nelle top-tuenti...

Che non fossero più i tempi del telegattone e del DjX lo si era capito già da un pezzo; quando TV sorrisi e canzoni usciva la settimana del festival con la Fotona in Prima Pagina del futuro vincitore...e ci azzeccava sempre! Allora sì che se Riccardo Fogli stravinceva con "storie di tutti i giorni" potevi stare sicuro che per almeno un paio di mesi svettava al primo posto...

Oggi no.

Sconfitta per il popolo dei messaggini?
Forse...sicuramente non per le varie società di produzione, che si chiamino Endemol o Rai, che con la novità del televoto si ripagano i costi delle trasmissioni, visto che ogni sms viene addebitato al novello "elettore"

Ma si sa...la democrazia ha dei costi...
Wilkommen
Lo sapevo che daniele sarebbe entrato nel BLOG in tackle scivolato. Ma stavolta ha preso la palla. Vabbé facciamo palla e gambe dell´avversario. Intanto si becca sto marroncino, che ha una certa eleganza.

giovedì, marzo 11, 2004

Nel giorno della mattanza di Madrid, dedicato a tutti quelli che sognano la "rivoluzione".

meditate gente...meditate...perchè gli ideali non sono opinioni applicabili o meno a seconda del colore dei buoni o dei cattivi.


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da http://www.geocities.com/fylosofya/guccinii.htm (ma poteva essere da tanti altri luoghi e pensieri)

LA LOCOMOTIVA DI GUCCINI

Il grande cantautore italiano Francesco Guccini ha aderito alla causa marxista, schierandosi al fianco degli oppressi contro gli oppressori. In La locomotiva affiorano le tematiche marxiste della lotta di classe e della 'giustizia proletaria', nonchè l'istinto revoluzionario. Ecco il testo integrale della canzone:





Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,

con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,

quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,

ma nella fantasia ho l'immagine sua:

gli eroi son tutti giovani e belli,

gli eroi son tutti giovani e belli,

gli eroi son tutti giovani e belli...

Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere:

i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,

i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti

sembrava il treno anch' esso un mito di progresso

lanciato sopra i continenti,

lanciato sopra i continenti,

lanciato sopra i continenti...

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano

che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:

ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,

sembrava avesse dentro un potere tremendo,

la stessa forza della dinamite,

la stessa forza della dinamite,

la stessa forza della dinamite..

Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,

parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali"

e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via

la bomba proletaria e illuminava l' aria

la fiaccola dell' anarchia,

la fiaccola dell' anarchia,

la fiaccola dell' anarchia...

Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione,

un treno di lusso, lontana destinazione:

vedeva gente riverita,pensava a quei velluti, agli ori,

pensava al magro giorno della sua gente attorno,

pensava un treno pieno di signori,

pensava un treno pieno di signori,

pensava un treno pieno di signori...

Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione,

forse una rabbia antica, generazioni senza nome

che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:

dimenticò pietà, scordò la sua bontà,

la bomba sua la macchina a vapore,

la bomba sua la macchina a vapore,

la bomba sua la macchina a vapore...

E sul binario stava la locomotiva,

la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva,

sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno

mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio,

con forza cieca di baleno,

con forza cieca di baleno,

con forza cieca di baleno...

E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo

pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto.

Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura

e prima di pensare a quel che stava a fare,

il mostro divorava la pianura,

il mostro divorava la pianura,

il mostro divorava la pianura...

Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta,

nessuno immaginava di andare verso la vendetta,

ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno:

"notizia di emergenza, agite con urgenza,

un pazzo si è lanciato contro al treno,

un pazzo si è lanciato contro al treno,

un pazzo si è lanciato contro al treno..."

Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva

e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva

e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria:

"Fratello, non temere, che corro al mio dovere!

Trionfi la giustizia proletaria!

Trionfi la giustizia proletaria!

Trionfi la giustizia proletaria!"

E intanto corre corre corre sempre più forte

e corre corre corre corre verso la morte

e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice,

aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto

della grande consolatrice,

della grande consolatrice,

della grande consolatrice...

La storia ci racconta come finì la corsa

la macchina deviata lungo una linea morta...

con l' ultimo suo grido d' animale la macchina eruttò lapilli e lava,

esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:

lo raccolsero che ancora respirava,

lo raccolsero che ancora respirava,

lo raccolsero che ancora respirava...

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore

mentre fa correr via la macchina a vapore

e che ci giunga un giorno ancora la notizia

di una locomotiva, come una cosa viva,

lanciata a bomba contro l' ingiustizia,

lanciata a bomba contro l' ingiustizia,

lanciata a bomba contro l' ingiustizia!

mercoledì, marzo 10, 2004

Semper lü
Per noi che siamo cresciuti col pupazzo Faiv, DjX (ciao, ciao, ciao, un superformidabile ciao..) e la sigletta del Pranzo è Servito, quell´uomo che ogni tanto spara fregnacce a "Radio anch´io", pardon: "Radio solo lui", quell´ometto lì con pochi capelli e gli zigomi rifatti è...., è..., boh non l´ho ancora capito cos´è.
Intanto anche lui ha il suo BLOG.
che palle, si è ricorsivizzato tutto. Uffa.

martedì, marzo 09, 2004

Elio

Elio,leader di Elio e Le Storie Tese,racconta le sue passioni di lettore "serio":"I promessi sposi",le "Vite parallele" di Plutarco e,dulcis in fundo,i "Commentarii de bello Gallico".Appuntamento sabato 13/03/04 alle 20.00. su Radiodue
Bella iniziativa

"Avete mai sentito parlare di quell'inizativa che favorisce la divulgazione della lettura, "abbandonando" nelle stazioni dei treni, sulle panchine dei parchi, o in qualsiasi altro posto, un libro, per permettere a quante più persone di leggerlo?
Beh, adesso grazie agli spostati questa singolare iniziativa viene riproposta in formato VHS"
Guardate un film e poi, lasciate la cassetta in giro per il mondo.....

lunedì, marzo 08, 2004

NOTISSIE DAL FRONTE

Se vi par, condicio
ALESSANDRO ROBECCHI
Nonostante le loro emergenze personali - tipo pagare l'affitto, tipo passare da lavoratore «a termine» a «lavoratore a progetto» e altri dettagli privati - gli italiani hanno ben chiare in mente le priorità che servono a rilanciare e far funzionare il Paese. Per esempio bisogna cambiare la legge sulla par condicio, sennò Silvio rischia di non farcela a truffarli ancora, ci resta male e finisce lì, tapino, come un Tony Renis nel deserto. Non buttiamoci giù: dopotutto abbiamo scoperto l'America e inventato la pizza, peggiorare una legge di merda è alla nostra portata.

Particolarmente innovativo nell'universo parallelo della par condicio appare il geniale disegno dei tre terzi. Un terzo al governo, un terzo alla maggioranza di governo, un terzo all'opposizione. Cerchiamo di capirci: un ipotetico dibattito televisivo sulle pensioni potrebbe svolgersi cosi:

Un terzo al governo - Il ministro Maroni illustra come farvi lavorare tre anni in più, come darvi un po' meno soldi, decide lui di investire (?) la vostra liquidazione e annuncia trionfante che chi comincia a lavorare oggi avrà per pensione, tra quarant'anni: due cipolle e un peperone. Ma per il peperone faremo il punto nel 2013.

Un terzo alla maggioranza - Sandro Bondi rileva che grazie al crollo del muro di Berlino vivremo più a lungo e che il suo capo vuole salvare il Paese a dispetto dei comunisti che vogliono solo andare in pensione.

Un terzo all'opposizione - Francesco Rutelli interviene dicendo che è vero, in effetti viviamo più a lungo, e che questa delle pensioni è effettivamente una cosa di cui discutere senza gabbie ideologiche e che casomai, amici, avete pensato al sistema delle quote? Buona idea, no? Dài, che aspettate?

Come si vede, il tempo è esattamente ripartito, non fa una grinza. Un altro esempio? Dibattito sulla guerra.

Un terzo al governo: Frattini spiega che il mondo è cambiato e abbiamo un grande ruolo internazionale, che invece di fare i camerieri degli Usa siamo stati promossi maggiordomi. Una bella soddisfazione. Un terzo alla maggioranza: La Russa spiega le nuove strategie internazionali e le esigenze della lotta al terrore, oltre al ruolo preziosissimo dei nostri ragazzi laggiù.

Un terzo all'opposizione: Francesco Rutelli sottolinea che è bello essere contro la guerra, ma l'estetica non è tutto e se c'è un dittatore da cacciar via, beh, quando ce vo' ce vo', e poi, non drammatizziamo, dopotutto mica siamo veramente in guerra.

Avrei altri esempi nel cassetto. Alcuni ipotetici ma molto probabili, altri sentiti con le mie orecchie. In sostanza il metodo dei tre terzi per la par condicio mi sembra perfetto e funziona così: uno porta un ombrello, uno ti distrae con le chiacchiere, e poi c'è il terzo dell'opposizione, che porta la vaselina.

Si discute molto se applicare questo criterio soltanto ai telegiornali, oppure ai telegiornali e agli approfondimenti, oppure a tutto quanto, compresa la pubblicità. Tipo: uno spot per il governo, un per la maggioranza di governo pagato con i soldi del capo del governo, e uno all'opposizione che tanto non ha i soldi per pagarselo. Buona idea. Poi c'è grande dibattito: nelle trasmissioni di evasione e spettacolo, potranno andare i politici? E' una buona domanda, tenendo presente che se non ci può andare un politico (come prevede la legge attuale) ci può sempre andare il presidente del Milan (trasmissioni sportive), oppure il padrone di Mondadori (trasmissioni culturali), oppure il cantante, accompagnato dal fido Apicella (trasmissioni di svago). Della legge sulla par condicio, naturalmente, Silvio vorrebbe rivedere anche la parte relativa alla cartellonistica: che ci siano ancora muri liberi è frutto solo dell'arroganza delle sinistre. Se passeranno le revisioni desiderate, ecco che avremo il suo faccione in sei per tre in ogni angolo e angolino del Paese. Anzi, come, dice il disegno di legge Malan, ordinato da Silvio in persona, nel mese precedente il voto le affissioni non sarebbero nemmeno «soggette al versamento di tasse o diritti». Ci mancherebbe altro! Figurarsi se uno fa i manifesti dicendo «meno tasse» e poi paga le tasse sui manifesti. Che coerenza sarebbe, scusate!
 
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